Author bio

Eraldo Baldini

Eraldo Baldini - book author

Ha iniziato a dedicarsi alla narrativa dalla fine degli anni ottanta, dopo essersi specializzato in antropologia culturale ed etnografia ed avere scritto diversi saggi in quei campi. La sua prima produzione a carattere mystery è la raccolta di racconti Nella nebbia pubblicata dallo stesso editore degli studi sul folklore romagnolo; la rinomanza di Baldini cresce poi gradualmente da quando, nel 1991, vince il Mystfest di Cattolica con il racconto Re di Carnevale. Per la sua narrativa viene coniato il termine di «gotico rurale» perché Baldini è riuscito a trasportare un genere tipicamente anglosassone e (negli autori moderni) tipicamente cittadino, nei panorami familiari della campagna romagnola.

Oltre ad essere un romanziere affermato in Italia e all'estero, Eraldo Baldini è anche sceneggiatore, autore teatrale e organizzatore di eventi culturali. Nei giorni 14 e 15 aprile 2009 viene trasmessa su Rai Uno la fiction Mal'aria, tratta dall'omonimo romanzo.

Attualmente vive a Ravenna.

Eraldo Baldini is the author of books: L'uomo nero e la bicicletta blu, Mal'aria, Gotico rurale, Come il lupo, Bambini, ragni e altri predatori, Nebbia e cenere, Quell'estate di sangue e di luna, Stirpe selvaggia, Nevicava sangue, Terra di nessuno


Author books

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Title
Description
01
È il 1963. Gigi ha 10 anni e a farlo sognare sono la bicicletta blu che ha visto in una vetrina in paese e la sua amica Allegra. Il papà vende bestiame, ma da tempo gli affari vanno male, il nonno, mutilato e decorato della prima guerra mondiale, impugna il fucile a ogni occasione, e il fratellino furbissimo le ha sempre tutte vinte con la mamma. Col candore e la comicità del suo sguardo infantile, Luigi racconta un mondo rurale pieno di personaggi sgangherati: Carlino, che va in giro con un testicolo gonfio come un pallone, Il Morto, dato per morto dopo l’alluvione e un giorno ricomparso, La Rospa, decollata sulla rampa d’ingresso di casa a seguito di un’esplosione e atterrata sul tetto del pollaio, la Tugnina, che infila l’Uomo Nero in ogni favola per fargli mangiare tutti... Quando il male e il dolore irrompono nella sua vita, toccando ciò che ha di più caro, Gigi capisce che l’Uomo Nero non esiste solo nelle fiabe, e il mondo che ha sempre conosciuto crolla definitivamente.
02
1925: il risanamento delle zone paludose e malariche è uno degli obiettivi del nuovo Regime. Ma c'è una regione, una zona a sud del Delta del Po, tra Ravenna e Ferrara, dove il tasso di mortalità, soprattutto infantile, fa registrare picchi altissimi e incomprensibili.

Cosa succede laggiù? La Direzione di Sanità manda sul posto d'urgenza un giovane ispettore, Carlo Rambelli, incaricato di indagare e di tornare a Roma con un rapporto esauriente. Ma non è facile muoversi e capire in un posto dove la "camicie nere" locali, i grandi proprietari terrieri padroni delle risaie, e gli abitanti, rispettano la legge del silenzio. Una spessa nebbia copre sia gli acquitrini e le povere case, sia le coscienze, e nasconde dei terribili e inconfessabili segreti. Verità e superstizione, passato e presente si mescolano, dando a questo romanzo un'incredibile atmosfera di suspense, fino alla drammatica e agghiacciante soluzione finale.
03
Campagne silenziose in mezzo alle quali le aie coloniche si disegnano come cicatrici, paludi coperte di infide nebbie, boschi fitti e scuri sui fianchi dei monti, piccoli paesi di una provincia solo apparentemente tranquilla. Sono questi gli scenari dei racconti con i quali Baldini porta il lettore ad affacciarsi sul mistero, ad incamminarsi sul sentiero della paura. Dove la città è lontana, dove si agitano fantasmi di leggende e di riti mai dimenticati, dove vecchie case rurali nascondono inquietanti segreti, dove la lenta quotidianità può trasformarsi in crimine, in incubo e in terrore...
04
Una bambina epilettica e forse dotata di preveggenza, una antica leggenda di sangue, una comunità appartata tra i monti, guidata da una vecchia matriarca. E un uomo in crisi che deve scegliere se seguire la strada degli uomini o quella dei lupi. In una scrittura limpida e in una perfetta struttura narrativa, questo romanzo di Baldini fonde epoche diverse per arrivare a interrogarsi sul senso stesso della Storia. E ci porta, con assoluta naturalezza, nel cuore del mistero.
Nazario è un servitore dello Stato. È maresciallo del Corpo Forestale.
Ama i suoi boschi, e ama osservare i lupi. Ha una famiglia felice. Ma sono gli anni Cinquanta. Gli anni delle manifestazioni operaie, di Scelba e dei caroselli di camionette. L'Italia sta cambiando e Nazario, ex partigiano, non è sicuro che sia in meglio. Quando una tragedia sconvolge la sua vita, Nazario scopre che nascosta tra i suoi boschi c'è una valle incantata, dove gli abitanti sono molto cauti verso gli stranieri. E sembrano seguire leggi tutte loro...
05
«È come se attorno al fuoco delle veglie notturne dei contadini di una volta, a raccontare storie di paura e di forti emozioni, ci fosse stato un narratore esperto di tecniche di suspense e mistero. Uno così, in America, si chiama Stephen King. Da noi, in Italia, è Eraldo Baldini»

Molti scrittori italiani thriller, noir e del mistero considerano Baldini il narratore di maggior talento della loro generazione. Forse proprio perché nella sua voce inconfondibile - come accade appunto per King in America - si mescolano arcaico e moderno, e l'orrore nasce da ciò che è quotidiano e banale. Nella godibilissima diversità degli spunti - colorati spesso di un sulfureo humour nero -, unico e coerente è in effetti il motivo conduttore di Baldini. Nella nostra «modernità», nel consumismo che ci culla, nella fretta e nell'ansia di oggi si annida un demone oscuro, pronto a emergere in forma di orrore, ogni volta che si apre una crepa nel tessuto scintillante: come per esempio accade con i giorni rituali delle feste, o con l'infanzia, che può apparire così naturalmente «mostruosa». O con gli animali, cosí irriducibili a noi. Ecco perché una bambina con gli occhi persi nel vuoto, un ragno enorme, una qualsiasi altra creatura, possono all'improvviso ergersi di fronte a noi come terribili predatori. Non sempre innocenti. Un libro compatto e mozzafiato, che non si può abbandonare fino a che non è finita l'ultima storia, e che restituisce l'arte antica di abbandonarsi finalmente al piacere della paura. Sottile, potente antidoto ai mille veleni di cui ci nutriamo.
06
Bruno Savini vive da single in un paese della provincia emiliana, è laureato in lettere e ha alle spalle velleità artistiche presto fallite e abbandonate. Si mantiene facendo l'autista di scuolabus e ha smesso di aspirare a qualcosa di meglio, perché si porta dietro le cicatrici di troppe difficoltà e delusioni. I suoi amici più fedeli, ormai, sono i bambini che ogni giorno trasporta a scuola. Attraverso le loro personalità, i loro piccoli e grandi drammi, rivive le vicende della propria infanzia. Vive immerso nei ricordi e nel passato, mentre una fitta nebbia avvolge sogni e speranze. Il ricordo di Serena, la ragazza che lo ha lasciato da un anno, lo domina fino a trasformarsi in ossessione. Un'ossessione che diventa presto follia..
07
È l'estate del 1969. A Lancimago, paese rurale di poche centinaia di anime, quattro amici undicenni, Enrico, Billo, Valerio e Gianni, seguono alla tivú la missione Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna. Ma sul villaggio, proprio in quei giorni, si scatena un crescendo di eventi terribili e misteriosi.

«Poi, spostando lo sguardo alla sua destra, incontra quello di un occhio grande, sbiadito e lontano sull'orizzonte: la Luna.
Dal blu violaceo di un cielo che si prepara alla sera, sembra sorvegliare la campagna».

È l'estate del 1969. A Lancimago, paese rurale di poche centinaia di anime, quattro amici undicenni, Enrico, Billo, Valerio e Gianni, seguono alla tivú la missione Apollo che porterà il primo uomo sulla Luna. Ma sul villaggio, proprio in quei giorni, si scatena un crescendo di eventi terribili e misteriosi. La natura pare ribellarsi o impazzire, mentre aleggiano sui campi i fantasmi di superstizioni dimenticate e di antiche paure. Saranno i quattro bambini, e soprattutto Enrico, a fronteggiare l'orrore e a comprenderne il senso.
Ma perché, esattamente trent'anni dopo, diventato adulto, lo stesso Enrico accompagna a Lancimago il figlioletto?
Unite il talento di Eraldo Baldini, uno dei maestri del noir italiano e del «gotico rurale», alla fresca bravura di Alessandro Fabbri, scrittore ventinovenne vincitore del «Campiello Giovani», e otterrete un romanzo potente e incalzante che si fa leggere tutto d'un fiato. Nelle cui pagine ora angosciose, ora pervase da una sottile ironia, si muovono personaggi a tutto tondo, credibili e veri. Come su un palcoscenico in cui si rappresenti la parabola stessa della vita, sempre impegnata a fare i conti con il lato piú oscuro del Mistero.

Niente, piú di quella fattoria immersa nella campagna e nelle sue regole antiche, pareva lontano dal trionfo della tecnologia che si celebrava in quel momento e veniva diffuso dalle televisioni di tutti i Paesi.
Ma Enrico, Billo, Valerio e Gianni non sentivano distanze, non avvertivano contraddizioni.
Perché il mondo che conoscevano era cosí, fatto di moderno e di antico, di slanci e di lentezze, di paure tenaci e di elettrizzanti speranze, di vecchie certezze e di nuove sfide, di carraie polverose e di rotte siderali.
08
San Sebastiano in Alpe, paese dell'Appennino romagnolo, 1906. Amerigo ha nove anni e sua madre l'ha chiamato così perché l'ha concepito in America. Quando il Wild West Show fa tappa a Ravenna, lei decide di portare il figlio a conoscere suo padre. Buffalo Bill però non accetta di incontrarlo e questo rifiuto spinge il già inquieto Amerigo a schierarsi per sempre «dalla parte degli indiani». Con Mariano e Rachele si dipinge il viso, e scorrazzando per i boschi sogna di fare la rivoluzione. Ma la Storia divide le strade di questi amici inseparabili, travolti dalle burrasche del Novecento: le lotte di classe, il fascismo, le guerre mondiali. Con grande potenza evocativa, Stirpe selvaggia mette in scena un protagonista struggente come un eroe romantico, eppure modernissimo. Diviso, come ognuno di noi, tra l'affermazione di sé e la rinuncia, tra la solitudine e il bisogno d'amore.
09
Un uomo, un ragazzo, un contadino d'Italia avanza a fatica nei mille orrori della guerra. Francesco non è solo. C'è Berto, il cavallo che non è suo. Si aiutano l'un l'altro, mentre il mondo finisce. Francesco impara che la vita può costare anche la morte dell'anima. Ma a qualcuno devi restare fedele. A una fiaba che ascoltavi accanto al fuoco. A un cavallo. A quella voglia improvvisa e potente di non essere piú lo schiavo di nessuno. Ora Francesco sa perché lui e Berto devono vivere, e tornare nel luogo dove l'ingiustizia è nata.

Nel freddo implacabile di una terra da occupare, razziare, distruggere, dove la leggendaria strega Baba Jaga diventa lo spettro di ogni crudeltà, la Campagna napoleonica di Russia è per Francesco una discesa agli inferi, un incubo a cui cerca di sfuggire insieme a Berto, il cavallo da tiro che ha in custodia. Un impietoso viaggio nel luogo in cui ogni umanità è annientata: dal gelo, dalla fame, da un primordiale istinto di sopravvivenza.
Con il nitore di una lingua asciutta e lirica nello stesso tempo, Eraldo Baldini scrive un romanzo dove a fare paura, questa volta, è il mistero stesso dell'esistenza: la lotta ostinata contro la morte che, proprio mentre spoglia di ogni dignità, accende un sentimento di rivalsa.